Economia Solidale Trentina

brigata1Continua la nostra dinamicità nel voler far conoscere la nostra associazione e tessere reti sociali con le altre realtà del Trentino. Esattamente un mese fa, il 26 maggio, siamo entrati a far parte della grande famiglia dell’Economia Solidale Trentina con il marchio per il Welfare di comunità.

Siamo davvero molto felici di questo riconoscimento, riportando dal sito http://www.economiasolidaletrentina.it/: <<Per “welfare di comunità” si intende l’insieme degli interventi socio-assistenziali previsti nell’ambito delle politiche socio-assistenziali provinciali realizzati dai soggetti indicati nell’articolo 3 della legge provinciale sulle politiche sociali che operano nell’ambito del sistema integrato disciplinato dall’articolo 4 della medesima legge.>> La dicitura è molto tecnica per descrivere una Mission che Infusione porta avanti da molti anni, lavorando con persone che si trovano in difficoltà e che hanno bisogno di maggiore supporto, perché più fragili.

Dal 2008 ad oggi sono molte le persone che sono passate attraverso i nostri laboratori, di cui il più conosciuto è quello nell’ambito della ristorazione. Siamo convinti che la dignità delle persone passi attraverso tanti aspetti, uno di questi è sicuramente il lavoro. Non solo per il riconoscimento economico, che è fondamentale, ma anche per la socialità che il lavoro porta con se. Ai nostri operatori capita di sentirsi dire da parte dei partecipanti, che il solo fatto di avere l’impegno di presentarsi da noi per partecipare al percorso, di sapere di avere uno scopo per cui alzarsi la mattina, li fa sentire meglio. E noi che amiamo molto il nostro lavoro, condividiamo con loro questa sensazione. Non sempre le giornate sono semplici e lavorare nel sociale ti fa porre degli interrogativi su te stesso e il tuo operato, ma poter aiutare le persone che piano piano riprendono quella dignità che sentono di aver perduto è ciò che ci fa alzare la mattina, questo e le due sveglie sul cellulare.

A prestissimo!

 

 

 

 

Disciplinatamente Ecocatering

IMG-20160529-WA0001Eccoci al secondo appuntamento della rubrica mensile “Disciplinatamente Ecocatering”.

L’altra volta abbiamo introdotto il disciplinare dell’Ecoristorazione Trentino sul Catering e abbiamo approfondito i primi punti: la filiera Trentina, gli alimenti biologici e quelli del commercio equo e solidale. Come anticipato già l’altra volta oggi parleremo della autoproduzione alimentare e della composizione dei menù.

L’autoproduzione alimentare significa che le portate che consumate nei nostri catering sono composte da almeno quattro ingredienti che vengono poi trasformati nella nostra cucina in ottimi piatti per soddisfare il palato. E’ importante specificare che i quattro ingredienti vanno conteggiati oltre ai normali componenti degli alimenti quali acqua, sale e olio. Ad esempio se facessimo le patate bollite quindi: acqua, sale, patate e una volta cotte ci aggiungessi una spruzzata di noce moscata questo piatto non potrebbe essere annoverato nell’autoproduzione alimentare anche se le patate erano fresche e non surgelate. Perché nel disciplinare è stata posta questa condizione? La risposta è un po’ complessa, ma senza entrare in divagazioni possiamo dirvi che l’offerta di cibi pronti, anche per la ristorazione,  si è molto ampliata.Partire dalla materia prima da più garanzie al cliente di ciò che mangia: da dove proviene e che cosa contiene. I cibi preconfezionati, per ovvie ragioni di conservazione del gusto e dell’aspetto, hanno bisogno di lavorazioni complesse e l’aggiunta di conservanti alimentari che invece noi non mettiamo partendo dal prodotto fresco.

Nella composizione dei menù quindi troverete un piccolo paragrafo che vi elencherà tutti i piatti che hanno le caratteristiche sopra descritte, le pietanze che non rientrano in questa categoria però non vuol dire che siano automaticamente confezionate, per alcuni alimenti ci appoggiamo a ditte esterne del territorio con cui collaboriamo da anni e di cui garantiamo la professionalità, per altri invece è semplicemente perchè la pietanza, come nel caso delle nostre patate bollite, è composta da meno di quattro ingredienti.

I preventivi hanno in fondo al menù dei mini paragrafi dedicati ai punti del disciplinare trattati fino ad adesso, ogni criterio ha un simbolo, creato dall’azienda grafica di cui ci avvaliamo sempre, che riassume la natura del criterio ( ad esempio il biologico ha una coccinella contornata da un cerchio verde e la scritta BIO nel cerchio).

In questo modo chi legge può capire come vengono trattate le pietanze, da dove provengono gli ingredienti principali, quali sono le portate vegetariane e quali quelle vegane potendo così avere più informazioni possibili sul servizio che ci sta richiedendo. I menù vengono composti dando quindi attenzione alle esigenze di tutti, per fare in modo che durante un evento nessuno si ritrovi a stomaco vuoto. Per nostra scelta, anche prima di entrare a far parte della famiglia Ecoristorazione Trentino, i menù vengono creati apposta per ogni evento in modo da andare più incontro possibile alle vostre esigenze.

Anche per questo mese vi salutiamo! Grazie per essere stati con noi!

 

Comunicare il cambiamento

conferenza muse

Continua il nostro percorso nella comunicazione di quanto facciamo e ciò che siamo. Ieri sera  al MUSE abbiamo partecipato alla conferenza “Comunicare, promuovere, attrarre.”

E’ stata una serata davvero interessante, piena di spunti e una possibilità per incontrare i nostri colleghi di lavoro. L’evento era infatti rivolto ai ristoratori e sono molte le iniziative che si stanno facendo per implementare la pubblicizzazione di questo splendido territorio che è il Trentino. Siamo anche noi dell’avviso che bisogna puntare sull’ospitalità e l’accoglienza e sul far fare esperienze a chi viene a visitare il territorio. Un giorno una persona con cui collaboriamo ci disse “Il colosseo non lo possono mica costruire da un’altra parte!”, quello che intendiamo è che se la produzione di determinati beni si può delocalizzare ( non entriamo nei termini politici, siamo dei grandi sostenitori dell’artigianalità e siamo sicuri che non è poi così facile portare la capacità manuale e artistica tipica del nostro paese da altre parti) i beni culturali rimangono un patrimonio non esportabile per cui le persone devono venire da noi per vederle. Crediamo quindi che il turismo, non solo montano, ma anche culturale e gastronomico sia davvero un settore su cui puntare e siamo stati davvero lieti ieri di sentire che non siamo gli unici a pensarla così. A piccoli passi, ci arriveremo.